Home NOTIZIE Il 2nd International Symposium on Research in Acupuncture: professionalità e emozioni

Il 2nd International Symposium on Research in Acupuncture: professionalità e emozioni

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SIMPOSIO

Si sono appena conclusi i lavori di questo importante simposio, emozionati dalla forte partecipazione di autorità internazionali nel campo della ricerca in agopuntura. Grazie a loro, medici provenienti da 21 paesi giunti appositamente per l’evento hanno potuto conoscere e approfondire lo stato dell’arte circa le recenti scoperte scientifiche riguardo l’agopuntura, e scoprire a che punto si trovi concretamente sia in termini di ricerca sul campo che economico-legali nel panorama internazionale.

I saluti vengono presentati dal Presidente e Vice-presidente dell’A.M.A.B., Carlo Maria Giovanardi e Umberto Mazzanti, che hanno introdotto i presidenti delle più importanti società internazionali di agopuntura: Vitaly Napadow, professore della Harward Medical School di Boston per la S.A.R. (Society for Acupuncture Research), con cui l’AMAB ha collaborato per la realizzazione di questo evento, Heidi Luxenberg per I.C.M.A.R.T. (International Council of Medical Acupuncture and Related Techniques), Gerd Ohmstede per la E.T.C.M.A. (European Traditional Chinese Medicine Association). Inoltre ha preso la parola il Presidente dell’Ordine dei Medici di Bologna, Giancarlo Pizza, per rimarcare l’importanza che riveste questo evento per il riconoscimento nel mondo medico dell’agopuntura.

La prima parte, incentrata sulle attuali scoperte dei meccanismi d’azione dell’agopuntura, è stata introdotta da Thomas Lundeberg del Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia del Karolinska Institute di Stoccolma, che ha esplorato la plasticità dei circuiti cerebrali a seguito del trattamento con agopuntura attraverso il sistema degli oppiodi, mostrando le differenze di attivazione nel genere femminile e maschile con le conseguenti differenze nella percezione del dolore.

Richard Harris professore del Dipartimento di Anestesiologia dell’Università del Michigan, di seguito, ha portato una relazione originale sul meccanismo di efficacia dell’automassaggio dei punti di agopuntura nelle condizioni di fatigue e dolore cronico, seguito da Vitaly Napadow, che ha focalizzato i suoi studi sulla valutazione dell’attività cerebrale a seguito di agopuntura grazie a diverse tecniche di neuroimaging, dimostrando che sia l’agopuntura vera che la sham sono in grado di incrementare outcome soggettivi e psicologici, ma solo l’agopuntura vera è in grado di incrementare outcome oggettivi e fisiologici.

Myeong Soo Lee ricercatore del Korea Institute of Oriental Medicine, ha presentato le più recenti evidenze dell’efficacia dell’agopuntura, descrivendo gli attuali strumenti metodologici degli studi e rimarcando le difficoltà di superare la necessità del doppio cieco e delle procedure sham attraverso studi che dimostrano come gli strumenti per assicurare il cieco dell’agopuntore alterano oltretutto anche il funzionamento dell’agopuntura vera.

Nel primo pomeriggio il panel riguardo l’integrazione dell’agopuntura nei sistemi sanitari è stato aperto da Claudia Witt professoressa dell’Institute for Complementary and Integrative Medicine dell’Università di Zurigo, con la sua relazione riguardante il fondamentale tema del costo-efficacia, portando esempi di studi europei che dimostrano come sia importante considerare non solo i costi diretti della terapia con agopuntura, ma i guadagni ottenuti dall’incremento della qualità di vita che essa permette di conquistare.

Remy Coeytaux ha incentrato la sua relazione sul sistema sanitario militare degli USA dove l’agopuntura ha un ruolo rilevante in molti ospedali militari, seguito da Robert Davis, che ha riportato la sua esperienza di ricerca in agopuntura in Vermont allo scopo dell’accettazione e del rimborso in un sistema politico-economico molto complesso, chiudendo con una raccomandazione riguardo agli addetti ai lavori in agopuntura per una maggiore collaborazione in modo da ottenere l’inserimento concreto dell’agopuntura nei sistemi sanitari.

Il delicato panel sul problema del placebo è stato aperto da Hugh MacPherson professore dell’Università di York, che ha commentato criticamente i più recenti trials che sono stati pubblicati, spiegando il motivo per cui esiste un divario di efficacia tra ciò che è riportato negli studi e la reale pratica clinica, evidenziando in particolare gli errori metodologici del National Institute for Health and Care Excellence – NICE nell’analisi dell’efficacia dell’agopuntura nella lombalgia.

Stephen Birch professore associato dell’Università di Oslo, ha incentrato la sua relazione sulle linee guida di trattamento con agopuntura, mostrando concretamente quanti studi ad oggi raccomandano l’uso di questa terapia tradizionale cinese, mentre Matthew Bauer presidente di “Acupuncture Now Foundation”, ha confrontato l’applicabilità dei trials in base in termini di frequenza, numero di sedute di agopuntura, formazione del medico ed altre variabili e ha sollevato delle interessanti domande sulla costruzione degli studi che dovrebbero superare specifiche criticità in modo da ottenere il massimo beneficio dai trattamenti proposti per produrre delle linee guida di qualità.

Il panel successivo, intitolato “dalla ricerca in agopuntura alla pratica clinica”, è stato presentato da Jun J. Mao con la sua presentazione incentrata sul delicato tema dell’integrazione dell’agopuntura nel trattamento dei pazienti oncologici, soffermandosi su un fattore che potrebbe significare la differenza nel problema dello sham: le aspettative dei pazienti. A tale riguardo ha riportato la sua esperienza molto positiva come direttore del reparto di oncologia integrata del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York.

Successivamente Rosa Schnyer professoressa dell’Università del Texas, ha mostrato la sua attività di “ponte” tra ricerca e clinica presentando il suo lavoro di ricerca sui veterani della Guerra del Golfo.

Ha concluso i lavori Giovanni Battista Allais responsabile del centro cefalee per la donna dell’Università di Torino, che ha portato egregiamente la bandiera della ricerca italiana presentando i suoi studi incentrati sulla profilassi dell’emicrania.

L’interattività del Simposio si è manifestata anche con l’ampio spazio che è stato dedicato alla sezione poster, arricchita da agopuntori provenienti da vari paesi che hanno presentato il loro lavoro di ricerca.

Tutti i panel trattati hanno fornito molti argomenti di dibattito, che è stato molto partecipato dai partecipanti al Simposio, tra domande specifiche di ricerca e consigli, opinioni, suggerimenti, soprattutto nel campo della sham agopuntura, che allo stato attuale è il problema fondamentale per l’accettazione nel mondo della ricerca scientifica dell’agopuntura e che si sta cercando di superare.

A tale riguardo, il messaggio fondamentale dei ricercatori è stato che l’utilizzo della sham agopuntura nella ricerca è un fattore confondente in quanto ormai è stato ampiamente dimostrato dagli studi di neurofisiologia che non è un controllo inerte come dovrebbe essere invece un placebo. La direzione corretta è quella di confrontare l’agopuntura con l’usual care e confrontarla in termini di efficacia, minor effetti collaterali e miglior rapporto costo-beneficio.

Sono stati due giorni indimenticabili che oltre a un livello altissimo dal punto di vista scientifico hanno visto momenti di grande allegria durante la cena di gala.

La bellezza del simposio è stata proprio questo: scambiare opinioni relative a eventuali possibilità di miglioramento del lavoro degli agopuntori, sia in clinica, che nella formazione che nelle possibilità economiche e politiche per una giusta diffusione dell’agopuntura nei sistemi sanitari del mondo occidentale.

Maria Letizia Barbanera

Docente A.M.AB. – Scuola Italo Cinese di Agopuntura

www.amabonline.it

www.acupunctureresearch.eu

Ultimo aggiornamento Giovedì 25 Ottobre 2018 12:57  
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